[ ALLARME ] Prelievo FORZOSO dai vostri conti corrente durante le vacanze

0 Comment        

Dal primo gennaio 2016 entrerà in vigore la nuova normativa del bail-in quello che, più comunemente, viene definito come prelievo dai conti correnti bancari. Sostanzialmente, in caso di crisi di un istituto bancario, lo stesso dovrà far fronte alle proprie passività unicamente tramite prelievi da addebitare in primis ad azionisti, obbligazionisti fino ai correntisti con conti superiori ai 100.000,00 euro. Questo è l’effetto della nuova direttiva europea 2014/59/UE cui dovranno adeguarsi tutti gli Stati.

censurato

L’Italia ha provveduto in merito con una Legge Delega di recepimento della direttiva europea n.1758 approvata già al Senato il 14/05/2015 e trasmessa alla Camera per la definitiva approvazione avvenuta in queste ultime settimane. Successivamente toccherà al Governo emanare un decreto legislativo con cui si darà attuazione definitiva alle nuove misure volute da Bruxelles.

Con questo istituto, per la prima volta nella storia finanziaria, viene introdotta una alternativa al vecchio sistema del bail out che prevedeva il ricorso a risorse esterne alla Banca per effettuare il suo salvataggio (Stato).

Ora le risorse vanno reperite unicamente all’interno dell’istituto bancario fermo restando che la normativa prevede comunque l’esclusione di alcune categorie di passività dall’applicazione dei prelievi forzosi quali: i conti fino a 100.000,00 euro, le obbligazioni garantite da attivi della banca e i debiti a breve sul mercato interbancario. Altre esclusioni potranno essere riconosciute dall’autorità di risoluzione in casi particolari per impedire possibili crisi sistemiche.

La misura è stata duramente criticata dalle opposizioni e da associazioni come ADUSBEF. Sostanzialmente ciò che risulta inaccettabile, in un meccanismo del genere, è che venga sovvertito un principio giuridico. Chi deposita denaro in Banca è un comune depositante che si avvale dei servizi dell’Istituto pagando anche oneri e commissioni e senza beneficiare di utili non essendo il proprio un capitale di rischio. In caso di fallimento è incomprensibile che il depositante, che non guadagna nulla, sia costretto a intervenire nel salvataggio della banca alla pari di azionisti bancari che beneficiano di partecipazioni agli utili.

0 Comment